IL RITO DEI BUONI PROPOSITI

IL RITO DEI BUONI PROPOSITI

 

 

È la volontà che fa l’uomo grande o piccolo.

Friedrich Schiller

 

 

 

Ogni anno, verso la fine, la maggior parte delle persone fa una lista di buoni propositi. 

“Nel 2022: mi metterò a dieta, inizierò a fare attività sportiva, cambierò lavoro, mi realizzerò, troverò l’amore della mia vita, guarderò meno TV, conquisterò il mondo, sarò più felice”…..e altre simpatiche bugie.

La cosa divertente è che queste persone fanno la stessa cosa ogni anno e niente cambia nella loro vita.

Perché allora lo fanno?

Fare una lista di buoni propositi li fa sentire a posto con la coscienza, così possono continuare a fare la vita di sempre.

Per una settimana si sentiranno sollevati e riusciranno a vedere la luce in fondo al tunnel. Dopo di che, per i restanti 358 giorni dell’anno, si metteranno il cuore in pace e inizieranno ad arredare il tunnel.

Questo si ripete ogni anno: il rito dei buoni propositi.

Non funziona.

Ormai conosco la dinamica, ci sono cascata per anni anch’io.

Il rito dei buoni propositi non funziona perché tra i propositi e i traguardi c’è di mezzo un ingrediente fondamentale: la VOLONTÀ UMANA.

 

Cambiare le proprie abitudini (siano esse mentali o fisiche) richiede pazienza, costanza, forza, perseveranza, strategia e molta capacità di concentrazione. In altre parole richiede VOLONTÀ.

 

E la Volontà non si trova a buon mercato nel discount della motivazione.

La Volontà va conquistata con allenamento quotidiano, partendo dalle piccole cose.

 

 

Poche parole, molti fatti

 

Se vuoi cambiare qualcosa nelle tue abitudini, scegline una e aggrediscila come un felino farebbe con la sua preda.

Ogni giorno allena la tua Volontà su quella singola abitudine. Solo su quella.

Ripeti questo per 365 giorni. Sta pur sicuro che il tuo obiettivo sarà raggiunto: una nuova abitudine è già tanta roba, credimi. 

Non bisogna avere fretta nel processo di raffinazione di se stessi. Stai sereno, l’anno prossimo sarai pronto per una nuova abitudine da inserire nella tua vita.

Così procede chi cerca concretezza, e non parole.
Così ho cambiato le mie abitudini e la mia vita.

La conclusione?

Fai in modo che il tuo 2022 sia ricco di Volontà, non di liste di buoni propositi. Se deciderai di stilare una lista perché proprio non riesci a farne a meno, fa’ che sia di pochi propositi e di molte azioni.

Buon nuova sfida.

 

Semper Ab Intra Age

 

P.S. Non ti dirò che il nuovo anno sarà migliore del precedente, perché questo dipenderà solo da te e dal tuo atteggiamento mentale di fronte alle nuove sfide (che, ti assicuro, non mancheranno).

 

 

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Chiara Pierobon

Amo pensarmi come una scultrice mentale.
Con lo scalpello della consapevolezza, lavoro sugli strati di condizionamenti e di maschere per far affiorare la bellezza nascosta delle persone.
Mi occupo di FormAzione e progetto percorsi di Allenamento Mentale per Professionisti illuminati.

chiara.pierobon@ilmetodor.it
www.ilmetodor.it

QUELLA VOLTA CHE LEI IMPARÒ IL CORAGGIO

QUELLA VOLTA CHE LEI IMPARÒ IL CORAGGIO

 

 

È una persona che prova stati interiori per i quali non sembra affatto esserci speranza. Il soggetto è in uno stato di incoscienza e soffre di attacchi di panico. L’ordine e il contatto consapevole con il reale si trasformano bruscamente in un caos psichico. L’inconscio prevale sul raziocinio e sulla Presenza”.  

 

 

 

Saltava sulla sedia ogni volta che sentiva un rumore, anche lieve.

Una volta gli domandai cosa la spaventasse tanto e lei mi rispose che non lo sapeva. Viveva in uno stato di allerta costante, così, senza un motivo apparente.

Questo la obbligava a un dispendio di energie enorme. Raramente usciva, aveva paura che all’improvviso, senza preavviso, arrivasse lui con la sua solita devastante intensità. Quando l’attacco di panico si manifesta, lo fa e basta, non si chiede dove tu sia o cosa tu stia facendo. Tutto ciò la limitava tantissimo.

Persone così non ce ne sono molte. Questo tipo di personalità si manifesta infatti come tratto secondario, anche se i suoi effetti sono comunque rilevanti e invadenti.

 

 

Il Fragile Terrorizzato

 

Non ho mai sofferto di attacchi di panico, ma conosco chi ha provato e chi prova tuttora questi stati momentanei (ma infiniti) di terrore paralizzante. 

In tanti hanno affrontato la questione, attraverso libri o conferenze. Eppure una risposta chiara e precisa ancora non c’è: da dove arriva questo stato di incoscienza vigile?

Anch’io mi sono interrogata molto sul tema. Qualche risposta (non convenzionale) me la sono data.

Chi è il Fragile Terrorizzato? Come funziona la sua personalità? Cosa deve imparare?

È un tipo delicato e vulnerabile, con un sistema nervoso piuttosto fragile (ecco come nascono i suoi sussulti sulla sedia). Petardi, scoppi improvvisi, movimenti rapidi o rumori insoliti provocano in lui reazioni spropositate. 

Si trova in un sottile stato di allerta costante.

La cosa strana è che questo tipo di personalità esprime un’energia forte e stabile, ma che si capovolge bruscamente nel suo opposto, senza una ragione chiara e definita. L’ordine e il contatto consapevole con il reale si trasformano bruscamente in un caos psichico. Come se l’inconscio, così all’improvviso, invadesse tutto lo spazio occupato prima anche dal conscio. Black out totale di Presenza. La persona soccombe completamente alla tensioni fino a perdere la lucidità.

Evidentemente si tratta di uno stato limite, in cui non c’è la minima capacità di reazione. 

Da dove origina questo stato? Cosa si può fare?

 

La Presenza come via di fuga

 

I misteri della mente sono tanti e dal mio punto di vista non possono essere spiegati esclusivamente attraverso la ragione umana. C’è qualcosa che sfugge a una comprensione ordinaria, e per comprendere certi fenomeni occorre appunto una spiegazione stra-ordinaria. Ti lascerò con questo viaggio affascinante da fare, se sei abbastanza curioso e affamato di conoscenza.

Tutto questo pippone per dirti che “da dove origina questo stato” non è argomento di questo scritto. Se vuoi approfondire indaga o scrivimi in privato rispondendo a questa mail.

Cosa si può fare” invece lo analizziamo insieme.

È evidente che il Fragile Terrorizzato ha una lezione da imparare piuttosto difficile.

Una mia studentessa soffriva di questo disturbo, insomma, doveva imparare questa lezione.

Durante una sessione dell’Accademia ha condiviso con tutti la sua esperienza. È stato un momento prezioso per tutto il gruppo. Ci ha raccontato di come sia riuscita a uscire indenne dal tunnel del panico. Ci è voluta una buona dose di Presenza e di Coraggio uniti insieme. 

Era in birreria con amici, quando l’attacco di panico iniziò a presentarsi. Diversamente dal solito (quando le succedeva se ne scappava via velocemente), decise di rimanere, spettatrice e protagonista della lunga agonia. Rimase lì, in Presenza ad osservare quello che le accadeva. Dopo 10 lunghissimi minuti si ritrovò dall’altra parte, perfettamente integra: aveva attraversato il tunnel del terrore e ne era uscita. Nessuno si era accorto del suo calvario. Da quel giorno non ebbe più attacchi di panico.

Non è facile fare quello che ha fatto lei, ma è l’unica via di uscita: passare attraverso in Presenza. Ecco perché farmaci o tecniche per evitare l’attacco di panico non funzionano.

La lezione deve venire appresa, e per farlo bisogna sviluppare la virtù necessaria. In questo caso il CORAGGIO.

Alice (così si chiamava) quel giorno per me è diventata un’eroina e un esempio da seguire.

Qualsiasi sia la nostra sfida, l’unica via di uscita è ATTRAVERSO.

 

“Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia”

 

 

 

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Chiara Pierobon

Amo pensarmi come una scultrice mentale.
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AMARO COME LA VITA

AMARO COME LA VITA

 

 

Coloro che si perdono facilmente d’animo. Possono anche migliorare progressivamente nei loro affari quotidiani, ma il minimo ritardo od ostacolo che si presenti genera in loro titubanza e causa confusione e scoraggiamento. Sono i pessimisti per eccellenza, ma loro si definiscono “realisti”. 

 

 

 

Era una bellissima giornata di ottobre. Il cielo era terso e sullo sfondo si stagliavano le Dolomiti.

Entrai spalancando la porta e, sfoggiando il mio miglior sorriso, esclamai: buongiorno, ma che giornata! Dall’altra parte della stanza una delle colleghe, guardandomi dall’alto in basso, mi diede una risposta che mi lasciò di sasso: sì, ma fa freddo!

All’epoca facevo consulenze una volta alla settimana a Cortina e condividevo lo studio con altri colleghi.

Una di loro era sempre cupa, sembrava scontenta della vita. Proprio non riusciva a vedere la bellezza. Eppure ce n’era così tanta!

 

Il Cinico Realista

 

Non è facile avere a che fare con un Cinico Realista. Riesce a demolire anche il tuo più grande entusiasmo e quando ti abbandoni per un momento a un volo pindarico, lui ti riporta subito alla brusca realtà (o a una ipotetica brusca realtà). 

Pessimista, diresti tu. Realista direbbe lui.

Ho vinto un contest in Azienda!”. “Bello, ma devi comunque pagarci le tasse sui soldi vinti”.

Proprio non riesce a lasciarsi andare alla bellezza del momento presente.

La sua mente è sempre orientata al peggio, al problema, al risvolto negativo di qualsiasi situazione.

Egli ha un problema per ogni soluzione.

Se convincono un Cinico Realista a seguire il filone del pensiero positivo (la vedo dura convincere uno così), sbaglieranno in pieno con lui e lo forzeranno a fare qualcosa che non gli è congenita. Pensare in rosa non è nella sua biologia, non è nel suo disegno animico.

Il suo talento è proprio quello di prevenire i problemi, cioè quello di pensarci prima. E a lui questo riesce benissimo.

 

Il talento individuale

 

Pensa a tutti quei progetti che necessitano di paracaduti, o pensa alla stessa idea di paracadute. Chi potrebbe idearli se non uno che tende a pensare sempre ai problemi?

Il Cinico Realista non ha problemi di per sé, anche se normalmente la gente lo pensa. Al giorno d’oggi bisogna sempre e a tutti i costi pensare positivo. Che palle. Ad alcuni questo riesce e hanno la natura per farlo, ad altri no. Alcuni hanno sfide più facili, altri più difficili.

Capisci quanto importante sia CONOSCERE e RISPETTARE l’individualità di una persona? Eppure noi ci ostiniamo a vivere per protocolli superficiali e per frasi fatte.

 

I piedi per terra

 

Il Cinico Realista ha i piedi ben piantati per terra.

Il suo modo di pensare è iper razionale e non si lascia mai andare a facili entusiasmi o a realtà filtrate da lenti rosa. Non cercare di dissuaderlo, non cercare di farlo pensare positivo ad ogni costo. 

Me lo vedo un 8 (il Saggio Bambino) interagire con un 11 (il Cinico Realista): uno che sfarfalla in superficie, l’altro che lo fa atterrare al suolo con frasi proiettile. Uno spasso.

In fondo già qualcuno diceva che le persone sono uno spettacolo per il quale non occorre pagare il biglietto.

Però un conto è guardare lo spettacolo e capirci poco, un altro è gustarsi lo spettacolo capendo esattamente quello che sta succedendo in qualsiasi momento.

A questo serve il Codice Umano. A questo serve il Metodo R.

Goditi lo spettacolo.

 

“Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia”

 

P.S. Non giudicare se non capisci. Questo vale anche con te stesso.

 

 

 

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Chiara Pierobon

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UN ALIENO TRA UMANOIDI

UN ALIENO TRA UMANOIDI

 

 

Coloro che preferiscono stare da soli. Sono persone molto tranquille, che non amano farsi notare, parlano poco e in modo garbato. Molto indipendenti, capaci, hanno fiducia in se stesse e sono quasi completamente libere dalle opinioni altrui. Se ne stanno in disparte, lasciano in pace gli altri e vanno avanti per la loro strada. Spesso sono intelligenti e piene di talenti. Sono persone coraggiose che sembrano conoscere il loro compito nella vita, e lo eseguono con volontà tranquilla e salda. Non si attaccano molto nemmeno alle persone più vicine. Sopportano l’avversità e la malattia in modo calmo, tranquillo e coraggioso, senza lamenti. Spesso sono orgogliosi e si sentono superiori agli altri.” 

 

 

 

Volevo assolutamente incontrare un Extraterrestre.

Avrò avuto sì e no 5 anni. Ricordo ancora con quanto desiderio stavo minuti interi a testa in su nella ricerca disperata di qualcosa che potesse assomigliare a un oggetto volante non identificato.

Dovetti aspettare tanti anni, prima di incontrarne uno. E quando lo incontrai, non aveva le sembianze che mi aspettavo.

La cosa strana è che questo extra terrestre era sempre stato tra di noi in terra e assomigliava tantissimo a un essere umano. Avevo voglia io a stare a testa in su!

Sì, sto parlando dell’Aristocratico Solitario, la decima personalità del Codice Umano. Lui non è proprio umano. Direi piuttosto sovra umano.

 

L’Aristocratico Solitario

 

Chi è l’Aristocratico Solitario? Cosa vuole dalla vita? Come funziona la sua personalità? Cosa deve imparare?

Capire che hai di fronte un alieno ti può aiutare a non fare cazzate.

Sto pensando a tutti quei momenti di totale mancanza di spirito in cui ci si abbandona a banalità di ogni tipo: “freddo oggi vero?”, oppure “non ci sono più le stagioni di una volta” e tutte quelle mezze verità da bancarella.

Con lui ti prego NO!

L’Aristocratico Solitario è un tipo raffinato, non solo esteriormente, ma soprattutto interiormente. Hai presente Mario Draghi? Ecco, a lui non puoi parlargli del tempo.

Elegante, colto, erudito, solitario, freddo come un iceberg, impassibile e distaccato, si fa largo nel mondo con la sua superiorità.

Certo, non gli manca l’orgoglio, né l’amor proprio. 

A degli occhi profani può sembrare uno snob, e forse lo è. Però lui, a differenza di altri, può permetterselo: è davvero un essere superiore, un vero alieno in un mondo di umanoidi.

 

L’umiltà è la base della Grandezza

 

Se c’è qualcosa in cui non eccelle è proprio questa: non è per niente umile.

Non sto parlando di quella finta umiltà che non serve a nessuno. Sto dicendo che lui a volte può sembrare proprio un infame.

Ho un cliente così e lo adoro.

Quando si rivolge ai suoi collaboratori, è antipatico come una multa sul parabrezza. Non tanto nei toni che sono sempre affabili, ma nell’atteggiamento che usa, con quell’aria di superiorità che fa sentire gli altri degli schiavi.

Gli ho spiegato che non può fare così se vuole instaurare un clima piacevole dentro il suo studio. Lui è caduto dalle nuvole (cioè è sceso tra noi umani) e ora ci stiamo lavorando.

L’Aristocratico Solitario è un essere superiore che sta bene da solo, basta a se stesso. Anche nei rapporti più stretti, rimane distaccato. Per certi versi farebbe bene a rimanere da solo.

Musicisti, matematici, analisti finanziari, banchieri, economisti, imprenditori solitari, ecco in che ruoli possiamo trovarlo.

Se ti innamori di un tipo così, non aspettarti una storia romantica. Preparati invece a lavorare sulla tua autonomia affettiva.

Penso che ognuno attira a sé ciò che lo aiuta a superare certe dipendenze o certi limiti. Vista così la relazione (sia essa di tipo personale o di tipo professionale) assume un altro significato. Ma di questo parleremo in un altro momento, è un tema complesso.

Quando incontro un Aristocratico Solitario io mi incanto. Sono effettivamente pezzi unici, e non puoi fare altro se non ammirare la loro bellezza. Se invece manchi di autostima, ti sembreranno degli snob boriosi.

La visione dipende sempre dall’occhio che guarda.

 

“Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia”

 

 

 

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IL DUBBIO DEL POVERO AMLETO

IL DUBBIO DEL POVERO AMLETO

“Coloro che soffrono molto per  l’incapacità di decidere fra due cose, considerando giusta ora l’una, ora l’altra. Di solito sono persone molto tranquille, che sopportano in silenzio le loro difficoltà, non essendo portate a discuterne con gli altri. Presentano sempre un aspetto duale e fanno molta difficoltà ad essere stabili nello loro decisioni e nelle loro emozioni. Sono dotati di grande creatività.  Spesso sono strani e stravaganti”.

 

 

“Mi ha chiamato per chiedermi se andavo al cinema.

Non sapendo cosa rispondere lì per lì, gli ho detto che lo avrei richiamato dopo e che ci avrei pensato. Non so mai cosa rispondere a inviti simili. Da una parte ho voglia di andare, dall’altra no. 

In effetti, sono spesso stanca per uscire e il divano mi attira. Però sono una tipa anche vitale, quindi è meglio se qualche volta esco. 

Ho passato 20 minuti nell’immobilità totale, continuando a rimbalzare da una decisione all’altra. Finalmente, stremata dal chiacchierio mentale, l’ho chiamato e gli ho detto di no. Meritavo un po’ di sano riposo sul divano.

Ho trascorso tutta la sera a guardare il soffitto e a pensare che era meglio se fossi uscita, mi avrebbe fatto bene.

Vabbè, la prossima volta deciderò più in fretta. Forse.”

No, non sono io quella che parla, ma la voce fuori campo di un’Instabile Eclettico.

 

L’Instabile Eclettico

 

Chi è l’Instabile Eclettico? Cosa vuole dalla vita? Come funziona la sua personalità? Cosa deve imparare?

L’Instabile Eclettico è un tipo davvero strano. Ecco sì, strano è la parola che meglio lo definisce, soprattutto quando lo vedi per la prima volta. Non riesci a definirlo, a inquadrarlo. Infatti, non è inquadrabile!

A parte il suo eterno dilemma interiore (con annesso chiacchierio mentale piuttosto invadente) lui è un eclettico. Riesce a mescolare cose apparentemente inconciliabili creando nuove vie geniali. Freddy Mercury o David Bowie sono degli ottimi esempi: quanti stili diversi hanno mescolato nella loro carriera artistica?

Però non tutti gli Instabili Eclettici diventano famosi, anzi.

L’instabilità che li caratterizza a livello profondo li manda spesso in uno stato di frustrazione: si sentono sbagliati.

“Ma perché cambio idea in continuazione?”, spesso non si danno pace.

Qualcuno dovrebbe spiegare loro che la mutevolezza è la loro natura. Fare di questo un punto di forza li fa diventare geniali.

 

Il genio oltre la follia

 

Spesso queste persone sembrano pazze. Vestono strane (ma sempre bene), si comportano in maniera strana, pensano in modo strano.

Eppure, dietro a questa stravaganza si nasconde l’energia del genio.

Non è facile essere un Instabile Eclettico, soprattutto in questa società che ci vuole tutti stabili e omologati, circoscritti dentro confini ben precisi. 

L’Instabile Eclettico ha una bella sfida da portare avanti: quella di essere se stesso. Condividiamo tutti questa sfida, è vero, ma per lui è molto più difficile.

Non è semplice rendere l’idea della sua bellissima e caleidoscopica energia in poche righe. In Accademia ci dedichiamo tutto il tempo necessario, com’è giusto che sia.

Capire in profondità le persone ti dà la possibilità di vedere un mondo a colori invece che in bianco e nero. È uno spettacolo illuminante.

Riuscire a scorgere il bello delle persone, al di là delle maschere e degli strati di cazzate, non ha prezzo. Lo dico sempre ai miei studenti. E loro concordano.

 

“Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia”

 

 

 

 

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È COME LO CHAMPAGNE

È COME LO CHAMPAGNE

“Coloro che non hanno abbastanza fiducia  in se stessi per poter prendere da soli delle decisioni . Chiedono sempre consiglio agli altri, ma ne sono spesso fuorviati. Leggeri, frizzanti, ottimisti e carichi di energia, si lanciano in mille progetti, a volte disperdendo la loro energia. Sono un po’ superficiali. Quando imparano ad ascoltarsi in profondità, diventano inarrestabili”.

 

 

Mi è sempre piaciuto circondarmi di loro. 

Solari, leggeri, a volte un po’ ingenui, anche di fronte alla tragedia più grande cadono sempre in piedi. Li ho sempre guardati con ammirazione. Assomigliano un po’ allo champagne appena versato: pieno di bollicine.

Io che spesso mi arrovellavo sulle grandi tematiche della vita e non ne venivo a capo. Io che misuravo ogni moto interiore, ogni comportamento degli altri, per trovare sempre un senso alla vita. Loro no. Loro agiscono, magari si perdono un po’ tra le mille attività che amano fare, ma le fanno senza tante pippe mentali. Da loro ho sempre imparato la leggerezza dell’atteggiamento.

Calvino diceva “leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”. Ecco, sembra scritta per loro.

Chi non vorrebbe accanto una persona così?

Eppure, anche loro hanno un lato ombra da riconoscere.

 

Il Saggio Bambino 

 

Chi è il Saggio Bambino? Cosa vuole dalla vita? Come funziona la sua personalità? Cosa deve imparare?

Un saggio bambino è una persona molto saggia, ma che si comporta come un bambino che ha bisogno di una guida.

Influenzabile, insicuro delle sue decisioni, ingenuo e un po’ naif, il Saggio Bambino non si fida mai di quello che pensa. Per questo ha bisogno di chiedere costantemente consiglio agli altri, diventando a volte asfissiante.

“Secondo te”, è il suo mantra preferito. Gli esce di bocca insieme all’anidride carbonica che emette. 

Ricordo un mio alunno di qualche anno fa. Dotato di un grande intuito, lui avrebbe potuto decidere per sé qualsiasi cosa. Eppure continuava ad assillare chiunque con i suoi “secondo te”. Era un saggio solo in potenza.

Il Saggio Bambino è molto permeabile alle idee altrui, soprattutto a quelle delle personalità forti. Si aggrappa a loro come la cozza fa con lo scoglio.

Eppure, anche di fronte alla difficoltà più grande, lui ha risorse interiori per scalare montagne. Mai affranto, mai depresso. Forse è il suo sentire a metà che lo salva dal baratro.

Anche lui, come tutti gli altri, ha la sua grande lezione da imparare.

 

Peter Pan e l’eterna adolescenza

 

Sembra che il Saggio Bambino non voglia (o non possa) crescere del tutto.

Mi ricorda la favola di Peter Pan. 

In effetti capita spesso di vedere un Saggio Bambino fare l’adolescente anche a quarant’anni.

Farfallone e molto attento all’immagine esteriore, si trastulla tra le sciocchezze della vita, mancando la sua lezione: diventare un adulto saggio in grado di influenzare il mondo con il suo brio e con il suo intuito.

Personaggi così ce ne sono molti nel mondo dello spettacolo o della moda.

Siamo tutti qui per imparare qualcosa e per offrire al mondo i nostri talenti.

Mi rifiuto di pensare che la nostra vita si limiti a nascere, mangiare, lavorare, riprodursi e inquinare. Abbiamo tutti uno scopo più alto, più celeste: siamo uomini e donne in terra che aspirano al cielo. 

Una volta compreso questo, tutto il resto è in discesa.

 

L’intuito come via di Saggezza

 

Il Saggio Bambino ha molto da dare. 

Ricordo una mia cliente, fantastica, simpatica, con un’energia strepitosa eppure lei non credeva in se stessa e chiedeva sempre consiglio a me.

Un giorno, alla solita domanda “secondo te” le risposi in maniera assurda. Volevo vedere dove poteva spingersi la sua insicurezza. Lei mi guardò perplessa e, in un momento di intuizione fulminea,  concluse: “farò di testa mia”.

Avevo ottenuto quello che volevo: renderla indipendente da quello che dicevano gli altri, per quanto questi “altri” fossero per lei figure di riferimento.

Più tardi, dopo qualche mese, mi telefonò e mi ringraziò tantissimo per quella risposta senza senso che le avevo dato. Mi disse che fu in quel momento che si rese conto che non aveva bisogno di chiedere niente a nessuno, perché le risposte erano già tutte dentro di lei.

Era finalmente diventata saggia.

 

“Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia”

 

P.S. Leggere le persone è come aprire gli occhi per la prima volta. Dopo vedi le cose in maniera completamente diversa.

 

 

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