IL RITO DEI BUONI PROPOSITI

IL RITO DEI BUONI PROPOSITI

 

 

È la volontà che fa l’uomo grande o piccolo.

Friedrich Schiller

 

 

 

Ogni anno, verso la fine, la maggior parte delle persone fa una lista di buoni propositi. 

“Nel 2022: mi metterò a dieta, inizierò a fare attività sportiva, cambierò lavoro, mi realizzerò, troverò l’amore della mia vita, guarderò meno TV, conquisterò il mondo, sarò più felice”…..e altre simpatiche bugie.

La cosa divertente è che queste persone fanno la stessa cosa ogni anno e niente cambia nella loro vita.

Perché allora lo fanno?

Fare una lista di buoni propositi li fa sentire a posto con la coscienza, così possono continuare a fare la vita di sempre.

Per una settimana si sentiranno sollevati e riusciranno a vedere la luce in fondo al tunnel. Dopo di che, per i restanti 358 giorni dell’anno, si metteranno il cuore in pace e inizieranno ad arredare il tunnel.

Questo si ripete ogni anno: il rito dei buoni propositi.

Non funziona.

Ormai conosco la dinamica, ci sono cascata per anni anch’io.

Il rito dei buoni propositi non funziona perché tra i propositi e i traguardi c’è di mezzo un ingrediente fondamentale: la VOLONTÀ UMANA.

 

Cambiare le proprie abitudini (siano esse mentali o fisiche) richiede pazienza, costanza, forza, perseveranza, strategia e molta capacità di concentrazione. In altre parole richiede VOLONTÀ.

 

E la Volontà non si trova a buon mercato nel discount della motivazione.

La Volontà va conquistata con allenamento quotidiano, partendo dalle piccole cose.

 

 

Poche parole, molti fatti

 

Se vuoi cambiare qualcosa nelle tue abitudini, scegline una e aggrediscila come un felino farebbe con la sua preda.

Ogni giorno allena la tua Volontà su quella singola abitudine. Solo su quella.

Ripeti questo per 365 giorni. Sta pur sicuro che il tuo obiettivo sarà raggiunto: una nuova abitudine è già tanta roba, credimi. 

Non bisogna avere fretta nel processo di raffinazione di se stessi. Stai sereno, l’anno prossimo sarai pronto per una nuova abitudine da inserire nella tua vita.

Così procede chi cerca concretezza, e non parole.
Così ho cambiato le mie abitudini e la mia vita.

La conclusione?

Fai in modo che il tuo 2022 sia ricco di Volontà, non di liste di buoni propositi. Se deciderai di stilare una lista perché proprio non riesci a farne a meno, fa’ che sia di pochi propositi e di molte azioni.

Buon nuova sfida.

 

Semper Ab Intra Age

 

P.S. Non ti dirò che il nuovo anno sarà migliore del precedente, perché questo dipenderà solo da te e dal tuo atteggiamento mentale di fronte alle nuove sfide (che, ti assicuro, non mancheranno).

 

 

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Chiara Pierobon

Amo pensarmi come una scultrice mentale.
Con lo scalpello della consapevolezza, lavoro sugli strati di condizionamenti e di maschere per far affiorare la bellezza nascosta delle persone.
Mi occupo di FormAzione e progetto percorsi di Allenamento Mentale per Professionisti illuminati.

chiara.pierobon@ilmetodor.it
www.ilmetodor.it

QUELLA VOLTA CHE LEI IMPARÒ IL CORAGGIO

QUELLA VOLTA CHE LEI IMPARÒ IL CORAGGIO

 

 

È una persona che prova stati interiori per i quali non sembra affatto esserci speranza. Il soggetto è in uno stato di incoscienza e soffre di attacchi di panico. L’ordine e il contatto consapevole con il reale si trasformano bruscamente in un caos psichico. L’inconscio prevale sul raziocinio e sulla Presenza”.  

 

 

 

Saltava sulla sedia ogni volta che sentiva un rumore, anche lieve.

Una volta gli domandai cosa la spaventasse tanto e lei mi rispose che non lo sapeva. Viveva in uno stato di allerta costante, così, senza un motivo apparente.

Questo la obbligava a un dispendio di energie enorme. Raramente usciva, aveva paura che all’improvviso, senza preavviso, arrivasse lui con la sua solita devastante intensità. Quando l’attacco di panico si manifesta, lo fa e basta, non si chiede dove tu sia o cosa tu stia facendo. Tutto ciò la limitava tantissimo.

Persone così non ce ne sono molte. Questo tipo di personalità si manifesta infatti come tratto secondario, anche se i suoi effetti sono comunque rilevanti e invadenti.

 

 

Il Fragile Terrorizzato

 

Non ho mai sofferto di attacchi di panico, ma conosco chi ha provato e chi prova tuttora questi stati momentanei (ma infiniti) di terrore paralizzante. 

In tanti hanno affrontato la questione, attraverso libri o conferenze. Eppure una risposta chiara e precisa ancora non c’è: da dove arriva questo stato di incoscienza vigile?

Anch’io mi sono interrogata molto sul tema. Qualche risposta (non convenzionale) me la sono data.

Chi è il Fragile Terrorizzato? Come funziona la sua personalità? Cosa deve imparare?

È un tipo delicato e vulnerabile, con un sistema nervoso piuttosto fragile (ecco come nascono i suoi sussulti sulla sedia). Petardi, scoppi improvvisi, movimenti rapidi o rumori insoliti provocano in lui reazioni spropositate. 

Si trova in un sottile stato di allerta costante.

La cosa strana è che questo tipo di personalità esprime un’energia forte e stabile, ma che si capovolge bruscamente nel suo opposto, senza una ragione chiara e definita. L’ordine e il contatto consapevole con il reale si trasformano bruscamente in un caos psichico. Come se l’inconscio, così all’improvviso, invadesse tutto lo spazio occupato prima anche dal conscio. Black out totale di Presenza. La persona soccombe completamente alla tensioni fino a perdere la lucidità.

Evidentemente si tratta di uno stato limite, in cui non c’è la minima capacità di reazione. 

Da dove origina questo stato? Cosa si può fare?

 

La Presenza come via di fuga

 

I misteri della mente sono tanti e dal mio punto di vista non possono essere spiegati esclusivamente attraverso la ragione umana. C’è qualcosa che sfugge a una comprensione ordinaria, e per comprendere certi fenomeni occorre appunto una spiegazione stra-ordinaria. Ti lascerò con questo viaggio affascinante da fare, se sei abbastanza curioso e affamato di conoscenza.

Tutto questo pippone per dirti che “da dove origina questo stato” non è argomento di questo scritto. Se vuoi approfondire indaga o scrivimi in privato rispondendo a questa mail.

Cosa si può fare” invece lo analizziamo insieme.

È evidente che il Fragile Terrorizzato ha una lezione da imparare piuttosto difficile.

Una mia studentessa soffriva di questo disturbo, insomma, doveva imparare questa lezione.

Durante una sessione dell’Accademia ha condiviso con tutti la sua esperienza. È stato un momento prezioso per tutto il gruppo. Ci ha raccontato di come sia riuscita a uscire indenne dal tunnel del panico. Ci è voluta una buona dose di Presenza e di Coraggio uniti insieme. 

Era in birreria con amici, quando l’attacco di panico iniziò a presentarsi. Diversamente dal solito (quando le succedeva se ne scappava via velocemente), decise di rimanere, spettatrice e protagonista della lunga agonia. Rimase lì, in Presenza ad osservare quello che le accadeva. Dopo 10 lunghissimi minuti si ritrovò dall’altra parte, perfettamente integra: aveva attraversato il tunnel del terrore e ne era uscita. Nessuno si era accorto del suo calvario. Da quel giorno non ebbe più attacchi di panico.

Non è facile fare quello che ha fatto lei, ma è l’unica via di uscita: passare attraverso in Presenza. Ecco perché farmaci o tecniche per evitare l’attacco di panico non funzionano.

La lezione deve venire appresa, e per farlo bisogna sviluppare la virtù necessaria. In questo caso il CORAGGIO.

Alice (così si chiamava) quel giorno per me è diventata un’eroina e un esempio da seguire.

Qualsiasi sia la nostra sfida, l’unica via di uscita è ATTRAVERSO.

 

“Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia”

 

 

 

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Chiara Pierobon

Amo pensarmi come una scultrice mentale.
Con lo scalpello della consapevolezza, lavoro sugli strati di condizionamenti e di maschere per far affiorare la bellezza nascosta delle persone.
Mi occupo di FormAzione e progetto percorsi di Allenamento Mentale per Professionisti illuminati.

chiara.pierobon@ilmetodor.it
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AMARO COME LA VITA

AMARO COME LA VITA

 

 

Coloro che si perdono facilmente d’animo. Possono anche migliorare progressivamente nei loro affari quotidiani, ma il minimo ritardo od ostacolo che si presenti genera in loro titubanza e causa confusione e scoraggiamento. Sono i pessimisti per eccellenza, ma loro si definiscono “realisti”. 

 

 

 

Era una bellissima giornata di ottobre. Il cielo era terso e sullo sfondo si stagliavano le Dolomiti.

Entrai spalancando la porta e, sfoggiando il mio miglior sorriso, esclamai: buongiorno, ma che giornata! Dall’altra parte della stanza una delle colleghe, guardandomi dall’alto in basso, mi diede una risposta che mi lasciò di sasso: sì, ma fa freddo!

All’epoca facevo consulenze una volta alla settimana a Cortina e condividevo lo studio con altri colleghi.

Una di loro era sempre cupa, sembrava scontenta della vita. Proprio non riusciva a vedere la bellezza. Eppure ce n’era così tanta!

 

Il Cinico Realista

 

Non è facile avere a che fare con un Cinico Realista. Riesce a demolire anche il tuo più grande entusiasmo e quando ti abbandoni per un momento a un volo pindarico, lui ti riporta subito alla brusca realtà (o a una ipotetica brusca realtà). 

Pessimista, diresti tu. Realista direbbe lui.

Ho vinto un contest in Azienda!”. “Bello, ma devi comunque pagarci le tasse sui soldi vinti”.

Proprio non riesce a lasciarsi andare alla bellezza del momento presente.

La sua mente è sempre orientata al peggio, al problema, al risvolto negativo di qualsiasi situazione.

Egli ha un problema per ogni soluzione.

Se convincono un Cinico Realista a seguire il filone del pensiero positivo (la vedo dura convincere uno così), sbaglieranno in pieno con lui e lo forzeranno a fare qualcosa che non gli è congenita. Pensare in rosa non è nella sua biologia, non è nel suo disegno animico.

Il suo talento è proprio quello di prevenire i problemi, cioè quello di pensarci prima. E a lui questo riesce benissimo.

 

Il talento individuale

 

Pensa a tutti quei progetti che necessitano di paracaduti, o pensa alla stessa idea di paracadute. Chi potrebbe idearli se non uno che tende a pensare sempre ai problemi?

Il Cinico Realista non ha problemi di per sé, anche se normalmente la gente lo pensa. Al giorno d’oggi bisogna sempre e a tutti i costi pensare positivo. Che palle. Ad alcuni questo riesce e hanno la natura per farlo, ad altri no. Alcuni hanno sfide più facili, altri più difficili.

Capisci quanto importante sia CONOSCERE e RISPETTARE l’individualità di una persona? Eppure noi ci ostiniamo a vivere per protocolli superficiali e per frasi fatte.

 

I piedi per terra

 

Il Cinico Realista ha i piedi ben piantati per terra.

Il suo modo di pensare è iper razionale e non si lascia mai andare a facili entusiasmi o a realtà filtrate da lenti rosa. Non cercare di dissuaderlo, non cercare di farlo pensare positivo ad ogni costo. 

Me lo vedo un 8 (il Saggio Bambino) interagire con un 11 (il Cinico Realista): uno che sfarfalla in superficie, l’altro che lo fa atterrare al suolo con frasi proiettile. Uno spasso.

In fondo già qualcuno diceva che le persone sono uno spettacolo per il quale non occorre pagare il biglietto.

Però un conto è guardare lo spettacolo e capirci poco, un altro è gustarsi lo spettacolo capendo esattamente quello che sta succedendo in qualsiasi momento.

A questo serve il Codice Umano. A questo serve il Metodo R.

Goditi lo spettacolo.

 

“Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia”

 

P.S. Non giudicare se non capisci. Questo vale anche con te stesso.

 

 

 

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Chiara Pierobon

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Con lo scalpello della consapevolezza, lavoro sugli strati di condizionamenti e di maschere per far affiorare la bellezza nascosta delle persone.
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