TI SERVE UN ANTIVIRUS

TI SERVE UN ANTIVIRUS

 

 

 “Esiste un’unica forma di contagio che si trasmette più rapidamente di un virus. Ed è la paura”

Dan Brown

 

 

I Virus sono entità che infettano ogni forma di vita.

Ma non sto parlando dei virus che colpiscono il corpo (non è il mio campo), ma di qualcosa di più letale e pericoloso: i virus che quotidianamente penetrano nella tua mente.

Sì perché in realtà tu cerchi di proteggere il corpo, ma non ti accorgi che quello che ti avvelena lentamente ha altre vie di ingresso.

Ci hai mai pensato?

Trovo divertente il fatto che l’essere umano sia così attento alla salvezza del suo corpo e men che meno alla salvezza (ben più importante) della sua mente.

Sarà deformazione professionale, ma io ci penso ogni giorno.

 

Il corpo mentale

 

Hai mai pensato alla tua mente come a un “corpo” che ha una vita propria? 

Hai mai considerato l’idea di tenere sano questo corpo? 

Di nutrirlo bene, di fargli fare esercizio e di alzare le sue difese immunitarie per difendersi dai veleni esterni?

Suppongo che la risposta sia no.

Sei talmente concentrato sul tuo corpo fisico che perdi di vista gli altri pezzi di te. E questo non è sano.

Nessuno ti insegna a farlo, è vero, ma non per questo non devi iniziare a pensarci tu. In fin dei conti la tua salute mentale ed emozionale è una tua responsabilità.

 

I veleni pericolosi

 

Se guardi nel dizionario, alla voce “virus” trovi l’origine etimologica del termine: dal latino, veleno.

Uno dei veleni più pericolosi per la vita dell’essere umano è la paura.

Quante volte sei vittima della paura durante la vita? 

Se da un lato questa emozione ti salva la vita (la paura è un programma biologico di sopravvivenza), dall’altro a contatto con la tua mente può mutare geneticamente (per così dire) e diventare un virus letale per il tuo spirito.

Questa frase va riletta almeno tre volte.

Spesso un animale scampa all’appuntamento con la morte  proprio grazie alla paura. 

È il modo che ha la vita di difendersi.

Il problema sorge quando l’emozione (che dovrebbe semplicemente essere ascoltata con lo scopo di salvarti la vita) penetra nella tua mente e la infetta.

È quello che succede ogni giorno dentro la testa di un essere umano.

La mente viene infettata da un sacco di cazzate dando origine a vari sintomi: perdita di lucidità, incapacità di ragionamento critico, alienazione, depressione, ansia da anticipazioni future, rabbia, smarrimento e frustrazione.

Capisci ora quanto sia importante prenderti cura della tua mente? Devi imparare a installare un anti virus nel tuo computer mentale.

 

Per iniziare

 

Stai in ascolto delle tue emozioni (senza volerle spiegare razionalmente ad ogni costo), studia la tua mente e impara a controllarla. 

Le emozioni sono un grande strumento a tua disposizione: sono canali di accesso ad altre forme di percezione più profonda.

E in alcuni casi ti salvano la vita, non solo quella fisica, ma anche quella emozionale.

Tuttavia devi imparare a usarle correttamente, pena il rischio di venirne invaso e soccombere sotto il crollo della tua mente.

E quando la tua mente sarà crollata, puoi avere un corpo sano quanto vuoi, sarai comunque fottuto.

 

Semper Ab Intra Age

 

P.S. Scrivimi se vuoi raccontarmi dei tuoi virus mentali.

 

Vuoi scaricare la Guida in PDF?

Trovi validi suggerimenti per affrontare al meglio questo imminente cambiamento epocale.

Chiara Pierobon

Amo pensarmi come una scultrice mentale.
Con lo scalpello della consapevolezza, lavoro sugli strati di condizionamenti e di maschere per far affiorare la bellezza nascosta delle persone.
Mi occupo di FormAzione e progetto percorsi di Allenamento Mentale per Professionisti illuminati.

chiara.pierobon@ilmetodor.it
www.ilmetodor.it

COME UN LIBRO APERTO

COME UN LIBRO APERTO

 

 

 “È bello leggere le persone. Le persone sono una biblioteca pubblica e non lo sanno”.

Andrea Pinketts

 

 

Cosa c’è dentro la testa delle persone?

Avere una sfera magica che dà tutte le risposte quando le cerchi non sarebbe male.

Se io avessi una sfera magica, la userei per scrutare in profondità dentro le persone (in realtà, ce l’ho).

Da bambina mi sedevo sul marciapiede a guardare la gente passare, e mi chiedevo come fosse la vita di ciascuno di loro. Quali erano i pensieri, le emozioni, i sogni o gli incubi e se in qualche modo la loro vita assomigliasse alla mia.

Non c’erano i social. Così la mia immaginazione poteva creare.

Quando sono cresciuta, le cose non sono cambiate (social a parte).

Mi piace ancora scrutare dentro la testa e dentro il cuore delle persone. Però non lo faccio più dal marciapiedi, perché ho uno strumento che da ragazzina non avevo, una sorta di sfera magica.

Il mondo interiore delle persone è un paesaggio complesso, ma sempre meraviglioso, anche quando incontri dei crepacci (puoi trovarci, nascosti, dei tesori).

 

La faccia nascosta

 

Ti sei mai chiesto com’è la faccia nascosta della luna? Io sì, molte volte.

Ecco, il mondo interiore delle persone è come la faccia della luna che dalla  terra non vediamo mai.

Eppure un modo per vederlo, quel mondo nascosto, c’è.

Se conosci i meccanismi interni di una persona impari a comprendere la sua visione, senza giudicarla. In altre parole entri nella sua bolla di realtà. 

Il concetto di bolla di realtà rende l’idea di quanto ciascuno di noi interpreti il mondo secondo il suo personale parametro.

E questo crea sempre un gran casino.

Tutti pronti a giudicare, pochi a comprendere.

Comunicare non è semplice. E non mi riferisco al gesto di aprire la bocca per far uscire delle parole giusto per rompere il silenzio che imbarazza, ma a un atto ben preciso: quello di entrare “a casa” dell’altro.

L’empatia ti aiuta certo, ma non basta.

 

Quel giorno non lo dimenticherò mai

 

Crescendo, sentivo sempre di più l’esigenza di capire in profondità le persone.

Ogni persona che incontravo, cercavo di scrutarla con l’occhio di chi desidera conoscere terre inesplorate.

Un giorno (non lo dimenticherò mai) venni a contatto con il lavoro di un medico Inglese dei primi del ‘900.

La sua ricerca aveva dell’incredibile: era il rudimento di un vero e proprio codice umano.

Mi buttai a capofitto nello studio di quello che, nel tempo, si rivelò essere un codice perfetto per leggere le persone.

Lo sperimentai nella “carne” studiano le persone: era strabiliante. Riuscivo a capire i meccanismi psicologici, quasi fossi una indovina.

Ma non si tratta di magia, quanto di scienza, la scienza dello spirito.

 

A cosa serve

 

A cosa serve sapere come “funzionano” le persone?

Beh, a un sacco di cose.

  • Prima di tutto, ti aiuta a capire te stesso. E solo questo potrebbe bastare.
  • Ti aiuta a capire gli altri, senza giudicarli.
  • Ti permette di scegliere le persone con cui collaborare. Non che gli altri siano sbagliati, ma è fuori discussione che con qualcuno c’è affinità e con altri no (il codice umano ti spiega il perché).
  • Ti aiuta a scegliere, in fase di selezione, la persona adatta a un determinato ruolo.
  • Ti insegna a relazionarti in maniera costruttiva con chi è vicino a te (pensa solo al partner o ai figli, al di là dell’aspetto professionale).
  • Ti permette di comunicare davvero.
  • In sintesi, ti dà la chiave d’accesso alla bolla di realtà altrui (oltre a spiegarti come funziona la tua).

L’essere umano diventa un libro aperto. Il sogno di ogni curioso studioso della psiche umana, ma non solo.

Ora ti starai chiedendo se esista davvero uno strumento simile che ti permette di “leggere” in maniera dettagliata la persona che hai di fronte.

Lo strumento c’è e tu hai la fortuna di averlo incontrato.

Non sto parlano di tecniche di comunicazione o di protocolli preconfezionati.

Ti sto dicendo che puoi comprendere in maniera chiara e precisa i meccanismi psicologici di te e degli altri.

Un unico avvertimento: lo strumento di cui ti sto parlando è potente e richiede da parte tua una grande responsabilità nell’utilizzo.

Se il tuo intento non è veramente puro, lascia perdere. 

Giocare col fuoco della consapevolezza è tremendamente pericoloso.

 

Semper Ab Intra Age

 

P.S. Se vuoi capire, da’ un’occhiata alla rubrica Lo Specchio Introverso o scrivimi in privato.

 

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Chiara Pierobon

Amo pensarmi come una scultrice mentale.
Con lo scalpello della consapevolezza, lavoro sugli strati di condizionamenti e di maschere per far affiorare la bellezza nascosta delle persone.
Mi occupo di FormAzione e progetto percorsi di Allenamento Mentale per Professionisti illuminati.

chiara.pierobon@ilmetodor.it
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LA LIBERTÀ È UNA COSA SERIA

LA LIBERTÀ È UNA COSA SERIA

 

 

 “Nessuno è libero se non è padrone di se stesso”.

Epitteto

 

 

“Nessuno è libero se non è padrone di se stesso.“ 

Una frase che molti non hanno mai capito, forse perché non ci hanno mai riflettuto. Eppure in queste dieci parole si nasconde un “dettaglio” che può fare la differenza nella tua vita.

Quando prendiamo in esame il concetto di libertà, ci riferiamo di solito a qualcosa di esterno a noi, tipo libertà di espressione, libertà di scegliere il lavoro che ci piace, libertà da legami, libertà da vincoli di orario imposti da altri, ecc.

La provocazione che ti lancio oggi è quella di provare a interiorizzare il concetto di libertà.

Spesso mi sento dire: “Io sono libero di fare quello che voglio”.

Ma questo non è vero.

Quando una persona fa un’affermazione di questo tipo, è davvero libera interiormente e compie una scelta cosciente di agire in una determinata maniera o semplicemente re-agisce sotto l’impulso di un automatismo interiore inconscio? 

C’è una grande differenza.

Per esempio, ti è mai capitato di non fare il tuo allenamento quotidiano (quello che ti eri programmato di fare), pensando di essere libero di decidere?

Beh, la cattiva notizia è con non l’hai deciso tu, ma semplicemente sei stato vittima inconsapevole della tua pigrizia, cioè di un meccanismo interno automatico che tende a non fare fatica: “ma sì dai, lo farò domani”.

La bella notizia è che puoi, tramite una buona disciplina interiore, liberarti dagli automatismi che decidi non essere utili e salutari per te.

Certo, costa fatica. I traguardi raggiunti non sono mai gratis. Chiedilo a un qualsiasi sportivo professionista.

L’allenamento mentale non differisce molto da quello fisico: costa fatica e richiede costanza.

 

I comandi inconsci

 

Noi esseri umani “funzioniamo” attraverso dei comandi inconsci che guidano il nostro agire, e questi comandi si chiamano emozioni.

Aver voglia o non aver voglia si concretizza nel nostro sentire attraverso un’emozione.

Essere liberi da questi comandi (in altre parole saper gestire le emozioni e i propri meccanismi interni) presuppone una conoscenza e un lavoro interiore che ogni persona dovrebbe fare se vuole essere considerata una persona libera. Altrimenti sono chiacchiere.

Per fare ciò ci vuole allenamento, cioè tanta PRATICA.

Se vuoi conquistare la tua personale libertà devi avere una rigorosa (ma giocosa) disciplina quotidiana. In altre parole, devi farti il mazzo.

Nessuna grande opera si compie in un giorno e senza sforzo.

E permettimi di dirlo, tu sei l’opera più importante (per te stesso) a cui dedicare energie e attenzione.

Tutto il resto, all’esterno, è solo una logica quanto inesorabile conseguenza.

Buon Lavoro.

 

Semper Ab Intra Age

 

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Chiara Pierobon

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chiara.pierobon@ilmetodor.it
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OFFRI DA BERE AI TUOI MOSTRI INTERIORI

OFFRI DA BERE AI TUOI MOSTRI INTERIORI

 

 

 “Non dimentichiamo che le piccole emozioni sono i grandi capitani della nostra vita e che obbediamo a loro senza saperlo”

Vincent Van Gogh

 

 

“Tu chiamale se vuoi emozioni”.

Siamo come tossici in astinenza nella costante ricerca di sentire qualcosa che scuota dentro, nel bene o nel male.

Senza emozioni non ci sarebbe vita. Quando vai al cinema, per esempio, non ci vai per vedere una storia, ci vai per provare emozioni.

La vita gira così ed è sano che tu sappia che senza emozioni non puoi vivere. Quindi è meglio se tu impari a “gestirle” (espressione che non amo molto, a dirla tutta).

 

La gestione delle emozioni

 

Senza tanto filosofeggiare, la gestione delle emozioni non è altro che  riuscire a sentire le emozioni senza esserne trainato o, peggio, travolto.

Le emozioni sono dei programmi biologici necessari per la tua sopravvivenza.

Dalle peggiori e più pesanti (rabbia, paura, frustrazione, solo per citarne alcune) alle più piacevoli e leggere (gioia, pace, commozione, ecc.) le emozioni sono necessarie e funzionali al tuo benessere fisico o psichico.

Le emozioni sono dei programmi ideati (non mi chiedere da chi) per far funzionare  al meglio la tua macchina biologica.

Alcune hanno lo scopo di salvarti la vita, altre di nutrire il tuo spirito.

Quello che voglio dire è che non puoi esimerti da esse, né puoi fingere che esse non esistano all’interno del tuo carnet personale. Ti sono state date in dotazione all’inizio, anche se, ahimè, senza il libretto di istruzioni.

E qui sta la sfida.

 

Biologia vs Morale

 

Lavoro nel campo della crescita personale da tanti anni e la tendenza è  spesso quella di restare sulla comoda superficie, evitando a tutti i costi gli abissi della profondità, quegli stessi abissi popolati da mostri e da draghi, ossia dalle tue “peggiori” emozioni. (A tal proposito la metafora di San Giorgio che uccide il Drago è piuttosto eloquente e dovrebbe per lo meno farti riflettere).

Se da una parte questo atteggiamento di fronte alle emozioni è comprensibile, dall’altra modella esseri umani fragili, privi della capacità di gestire veramente se stessi e i propri mostri interiori.

Saper gestire le emozioni (tema delicatissimo quanto importantissimo) presuppone che tu le sappia accoglier dentro di te.

Normalmente emozioni come rabbia, frustrazione, tristezza, sofferenza ecc.  (che hanno il loro preciso significato biologico) vengono rimosse o represse, sia perché non sono facili da portare appresso, sia perché vengono uccise sul nascere dalla morale comune con un semplice “non sta bene”.

Ma alla biologia non gliene frega niente della morale di noi piccoli uomini.

Come uscirne?

Il primo passo da fare è quello di non voler fuggire ad ogni costo dalle emozioni spiacevoli che abitano dentro di te.

Se per esempio sei attraversato da uno tsunami di rabbia, non fare yoga, né qualsiasi altra tecnica che ti permetta di ritrovare subito uno stato (fittizio) di pace.

Ma come prima cosa “stai” semplicemente sull’emozione, come staresti su un’amaca all’ombra d’estate. Trova o crea un momento tutto tuo nel quale tu possa osservarla, ascoltarla e sentirla muoversi dentro di te.

Se fai bene questo esercizio, vedrai nascere dentro di te un personaggio, una sorta di testimone che ti permetterà di osservare la scena. Potremmo  anche chiamarlo il regista del tuo film personale, cioè della tua vita. 

Non giustificare con il raziocinio la tua emozione, non castrarla con il tuo giudizio, semplicemente ascoltala e accoglila. In altre parole devi staccare la testa dall’emozione.

In questo semplice ma difficile passaggio interiore sta il segreto per una corretta gestione delle emozioni: non rimuovere, non reprimere, non giustificare. Semplicemente accogli.

Solo allora sarai in grado di trasmutare il tuo odio in perdono, la tua tristezza in accettazione e la tua paura in coraggio.

Senza questa capacità di “contenere” e di “lavorare” le tue emozioni, sarai solo in grado di proiettarle come missili all’esterno. E sai cosa succede se continui a bombardare l’ambiente in cui vivi?

Ti troverai presto a vivere in un deserto.

Se invece di proiettarle all’esterno le fai implodere all’interno (senza “lavorarle”) il deserto te lo ritroverai dentro. E molto probabilmente sarai una persona infelice e arrabbiata con il mondo.

Non hai alcuna via di uscita se non quella di attraversare il tuo abisso interiore a caccia dei tuoi draghi.

E mi raccomando, quando li trovi offrigli da bere.

 

Semper Ab Intra Age

 

 

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Chiara Pierobon

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ATTENTO, LA PAURA TI TREMA CONTRO

ATTENTO, LA PAURA TI TREMA CONTRO

 

 

 “L’unica emozione permanente di un uomo inferiore è la paura: la paura dell’ignoto, del complesso, dell’inspiegabile. Quello che lui vuole sopra ogni altra cosa è la sicurezza.

Henry Louis Mencken

 

 

 

Hai mai ascoltato la tua paura? Dico ascoltata davvero, non percepita in maniera disattenta finché cercavi di cacciarla via.

Il problema principale delle persone è che non ascoltano le  loro emozioni (soprattutto quelle poco simpatiche) e tentano invece di sbarazzarsene in tutti i modi. Ma le emozioni, se ci sono, hanno il loro motivo di esistere e soprattutto hanno la loro funzione.

La paura non fa eccezione, anzi.

Come in un vero e proprio Pantheon delle emozioni, la paura è la madre e al tempo stesso la regina di tutte le emozioni ed esige che tu le porti rispetto.

La paura ti accompagna da quando nasci a quando muori e segna tutti i passaggi forti della tua esistenza. È sempre presente.

E, proprio come una prima donna, quando cerchi di ignorarla, lei trova il modo di farsi sentire ad ogni costo.

È allora che il tuo corpo comincia a parlare. 

L’ansia che soffoca, il freddo che gela, la mancanza di forza che offusca la vista sono modi ingegnosi che la paura utilizza per farti chinare il capo di fronte alla sua presenza. 

Non ti dà scampo. Capisci che l’unica via di uscita è attraverso.

 

Un programma biologico 

 

Cos’è la paura? Cosa vuole da te?

Scommetto che tu non ti sei mai fatto queste domande, perché ti hanno sempre insegnato a nascondere la paura sotto un velo di tracotanza o ti hanno detto di sconfiggerla con qualche tecnica speciale.

“Fingi che non ci sia, scappa, metti la testa sotto la sabbia, aggredisci, ma non mostrarti mai in sua compagnia”.

Tutto fuorché confrontarti con lei.

Ti hanno insegnato che un uomo che prova paura (e che mostra di provare paura) è un uomo debole.

Niente di più sbagliato.

La paura è un programma biologico di sopravvivenza, serve a salvarti la vita e a preservare la specie.

Come fai a sfuggire a tutto questo?

Non solo è impossibile, ma è anche stupido e inefficace.

Esiste una vera e propria scienza delle emozioni.

Le emozioni sono biologicamente necessarie alla sopravvivenza, non solo quella fisica, ma anche quella emotiva: sono canali attraverso i quali tu puoi percepire in maniera chiara e distinta il mondo che ti circonda.

Il problema è che confondiamo ruoli e competenze e lasciamo che la nostra mente governi le nostre emozioni.

Non funziona così.

(Tra parentesi, questo vale per la paura come per la rabbia e per tutte le emozioni che quotidianamente ci portiamo a spasso).

“Allora, come “usare” la paura?

Se da un lato la paura serve a salvarci la vita (quella fisica), dall’altro ha lo scopo di spingerci a crescere come uomo (o come donna), sviluppando, attraverso la volontà, la virtù opposta, ossia il coraggio.

Quello che fa la differenza è il grado di identificazione che noi abbiamo con le nostre emozioni e con i nostri pensieri.

Chi sei tu? Sei l’emozione o sei qualcuno che PROVA un’emozione?

Il segreto è tutto qui.

Osservare in Presenza le emozioni e i pensieri è quello che può fare di noi  esseri umani capaci di gestire noi stessi. 

Il dominio di sé passa attraverso la pratica della Presenza.

Una volta capito questo, hai la chiave per gestire le tue emozioni (con i pensieri non è molto diverso).

Buon lavoro.

 

Semper Ab Intra Age

 

 

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